Intervista a Constance Mosca, Responsabile Pianificazione di Produzione della Filatura del Gruppo Marchi & Fildi

//Intervista a Constance Mosca, Responsabile Pianificazione di Produzione della Filatura del Gruppo Marchi & Fildi

Intervista a Constance Mosca, Responsabile Pianificazione di Produzione della Filatura del Gruppo Marchi & Fildi

Constance Mosca è a capo di una delle funzioni cruciali in azienda: pianificare i flussi di produzione della filatura, trovando un punto di incontro tra le esigenze del commerciale e le possibilità della produzione.

Buongiorno Constance. Ci spieghi in cosa consiste il tuo lavoro? Quali skills professionali richiede?

In termini molto generali, il mio compito è quello di trovare un punto di incontro tra le richieste del commerciale con le effettive possibilità della produzione, che non sempre sono allineate. La produzione tende alle necessità di grandi quantitativi, mentre le richieste dei clienti sono focalizzate su quantitativi più piccoli e, soprattutto, tempi rapidi. La pianificazione della filatura di Biella richiede un grande lavoro di team: è impossibile gestire la programmazione senza la collaborazione delle altre persone che si occupano della produzione.
Una qualità essenziale è l’elevata capacità di adattamento di tutto il team di programmazione: le variabili che influiscono quotidianamente sulla produzione sono numerosissime e, per questo motivo, è molto difficile che la programmazione a lungo termine venga rispettata. Gli step di produzione di uno stabilimento come il nostro sono numerosi e richiedono una grande flessibilità da parte di tutte le fasi per adattarsi ai cambiamenti repentini.
Tra le caratteristiche fondamentali per svolgere al meglio questo ruolo le più importanti sono precisione, flessibilità, tenacia e conoscenza del processo a monte e a valle (commerciale e produzione), che permettono risultati ottimali e grande soddisfazione.

In Marchi & Fildi hai ricoperto altri ruoli prima di questo?

Quando sono entrata a far parte del Gruppo, a marzo 2020, sono stata inserita nell’organico della pianificazione della tintoria e gestione terzisti esterni (ritorciture, roccature, tintorie esterne).
È stata un’esperienza molto interessante perché in precedenza avevo lavorato nel ruolo della controparte, ovvero la cliente della tintoria che richiedeva le tempistiche di consegna. Conoscevo la realtà dall’altro lato della pianificazione.
Inoltre, sono stata affiancata subito da Marco Ginanneschi, il responsabile della tintoria del Gruppo, che mi ha spiegato il funzionamento e il processo produttivo di una tintoria, trasmettendomi la passione per il suo lavoro.

Rivesti un ruolo che richiede capacità organizzative e conoscenze trasversali relative sia alla produzione che agli aspetti commerciali. Ci puoi raccontare la tua carriera lavorativa nel mondo della filatura?

Di fatto il mio ruolo rappresenta un anello tra il commerciale e la produzione; è fondamentale capire le esigenze del commerciale per ottimizzare le capacità di produzione e adeguarsi alle richieste del mercato.
Dopo la laurea in Economia in marketing industriale, inizialmente ho lavorato per un’azienda cliente che produce abbigliamento per neonato (confezione e maglieria), una realtà di piccole dimensioni che mi ha permesso di conoscere il settore a 360°, seguendo sia il commerciale che gli acquisti, fino alla produzione.
In seguito sono passata al commerciale di una filatura fantasia dove ho lavorato nel settore maglieria, poi nella pianificazione della produzione di filati per maglieria, gestendo principalmente tintorie e roccature, e infine nell’aguglieria, con la gestione di dipanature e gomitolature.

Ti sei occupata anche di formazione dei giovani. La carenza di personale formato per garantire il ricambio generazionale è un problema in tutta la filiera tessile. Secondo te, perché lavorare nella produzione e acquisire competenze tecniche spendibili può essere un’opportunità interessante per un giovane? Cosa consiglieresti a un neodiplomato interessato a lavorare nel settore tecnico-produttivo di un’azienda tessile?

In questo momento l’ITS TAM rappresenta un buon punto di partenza e un riferimento per molte aziende per reperire nuovo personale. La preparazione tecnica che fornisce è sicuramente una chiave fondamentale per approcciare al mondo tessile.
Tutti i percorsi di stage sono fondamentali per capire il mondo del lavoro. A prescindere, bisogna avere passione per il lavoro e nello specifico in questo settore ci sono sbocchi per ruoli molto diversi, sia in ufficio sia per le figure da inserire nei reparti produttivi.
Il mio consiglio è quello di fare più esperienze possibili in qualsiasi tipo di mansione per arricchire le proprie conoscenze e competenze.

Quali sono le esigenze più frequenti dei clienti? Quali strategie mettete in atto?

La programmazione dovrebbe partire dal cliente finale, cosa impossibile in questo preciso momento storico. L’emergenza Covid ha peggiorato la situazione, posticipando all’ultimo le tempistiche di ordine e chiedendo consegne in tempi sempre più brevi a tutta la supply chain, generando di conseguenza un sistema poco performante. Una situazione del genere non è sostenibile per sempre. In questa fase seguiamo al massimo la produzione, facendo l’impossibile per garantire al cliente il servizio e la flessibilità. Un notevole aiuto tecnologico proviene dal nostro impianto, che di base vanta dei tempi di lavorazione più brevi rispetto ad altre tecnologie di filatura.

Quali sfide prevedi che dovrete affrontare nei prossimi anni?

Essere sempre al passo delle esigenze del mercato e mettere in atto delle modifiche importanti è un’ottima sintesi delle nostre sfide. Il rinnovamento del parco macchine, i continui investimenti, i nuovi progetti sono una rappresentazione del focus che il Gruppo costantemente mette in atto per l’innovazione e per la riduzione dell’impatto ambientale. È fondamentale avere una visione a lungo termine, se possibile anticipare il futuro ed essere sempre pronti per gli eventuali cambiamenti.

2022-02-28T17:09:00+00:00